Dal libro di poesie:  “dolce cuor mio”
A Rosella Alviani
“… con amore”

PREFAZIONE

 

Come fare per non sciupare con parole lucide la delicatezza di una poesia?
Bisogna cercare con la testa e con il cuore di addentrarsi con la massima grazia ed in punta di piedi nell’anima mia o di uno scrittore. Il viaggio è difficile, ma interessante come tutti i viaggi difficili; il tutto è come nei sogni: si può essere uditori ed uditi nello stesso tempo.
Noto con soddisfazione che le donne scrivono e molto spesso benissimo.
Questa realtà viene un po’ strombazzata come fenomeno di cultura, naturalmente poco conosciuta ed analizzata nella dimensione letteraria.
E’ vero che la scrittura resta sempre una passione che le donne coltivano sempre.
Con molto sentimento devo dire, anzi ammettere, che la letteratura è fatta dalle donne e con le loro peculiari caratteristiche cercano di far comprendere meglio se stesse.
L’aver conosciuto la mia seconda donna per me è stato meraviglioso: un’attrazione senza limiti, né condizioni; è stato doveroso da parte mia dedicarle un libro e narrare in versi il nostro amore.
Una donna dal carattere forte, pronta ad affrontare una nuova vita e ad accettare nuove responsabilità, anche trasferendosi  da una città all’altra.
Il sentimento dell’amore prevale su tutte le ragioni di vita, quindi inserirsi in contesti sociali, anche diversi, significa amare e farsi amare… significa ancora “continuare la vita” verso un ignoto destino ed accettarlo con fiducia e con amore.
Ognuno di noi cerca di difendere il suo modo di essere costruendo una sorta di corazza che possa attutire gli urti della vita, salvaguardando sempre la nostra autentica essenza.
Ho dedicato alla mia seconda donna una poesia di sostanza, una poetica che porta con sé il peso del continuo travaglio interiore e le continue e difficili problematiche della vita quotidiana.
Perciò è il silenzio che parla … che sussurra stati d’animo e muove i pensieri controversi, perché questo palcoscenico della vita nasconde insidie imponderabili.
Il nostro percorso di vita lo dobbiamo percorrere con serenità e gioia, accettando le immancabili avversità della vita con grande dignità.
Il libro a te dedicato è scaturito dal profondo del mio cuore e per me è stato facile descrivere la tua grazia, la tua beltà, i tuoi puri sentimenti e, in una parola, la tua spiccata personalità.
Mi auguro che il destino sia benevolo nei nostri confronti e concludo dicendo:
“amore, ti ho donato il mio cuore
perché tu lo possa migliorare
come fai sempre con i petali di un fiore…
i nostri due cuori uniti
sapranno affrontare e superare
le inevitabili difficoltà della vita
e raggiungere traguardi luminosi”.
                                                               Orazio Di Resta

 

Alla mia bella…     

Mi sento sagace,
perspicace e loquace ,
intorno a me tutto tace,
ma già sento l’odor di brace.

Rammento sempre la mia donna,
una stella bella come la madonna,
l’ho sempre  amata la mia dolcissima,
e sino alla morte è stata l’amatissima.

Ogni dì aveva un gran da fare,
a guardarla era tutto un sognare,
sapeva che il tempo era da sacrificare
nel portamento che mi faceva incantare.

Amore, se avessi una penna d’oro
scriverei: “Sei stata sempre il mio tesoro”,
se invece l’avessi d’argento
scriverei: “Sei un nobile portento”;
mi spiace che tra le mani ce l’ho di plastica,
allora debbo scrivere: “Sei fantastica”.

Ora che mi sento la mente sgombra,
dinanzi ho solo un muro e poi l’ombra,
anche se in contempo mi sento smarrito
indico quell’ombra solamente con un dito.

Concludo dicendo,
e non lo dico fingendo,
che mi rivolgo a te, mia dolcezza:
tu sei rimasta la mia saggezza,
unica nel tuo sì grande portamento
che hai incarnato col sentimento. …

Sono a pregare e, non fingere di fare,
ma per continuare ad amare,
dimostrare che è bello ricordare,
tutto ciò che si è potuto desiderare:
amare, lodare, fantasticare,
sono tre cose da non dimenticare.

Sento malinconico il ticchettio del cuore,
non mi arreca alcun dolore,
è un battito silente e armonioso,
ed io ne sono pienamente orgoglioso.

 

Un gesto d’amore…     

Gesto d’amore
senza paura
volto a chi soffre
in segno d’amore.
Tender la mano
è carità e fede
che riempie
ogni cuore d’amore.
Non basta il sussurro
di voci dell’anima,
ci vogliono gesti
mirati ad un dono
per sollevare d’amore i due cuori.
Contento rimane il tuo cuore
che sa ben parafrasare.
Volgo lo sguardo lontano…
si è perso quel dono
ma è rimasto il gesto
di amorosi cristiani.
Ti prego, Signore,
induci a tendere la mano,
troppo declino ho trovato,
in ogni angolo
c’è sempre qualcuno da aiutare.

 

L’amore…       

Il  bacio è dolce come il cioccolato,
saporito sempre al mio palato,
acqua per un fiore seccato
sei stato e non ti ho dimenticato.

(Acrostico)

Ora mi sento come un malato,
ravvivo l’anima con ciò che ho pensato,
arrivano sempre l’encomio e il lodato,
zitto devo stare se voglio essere illuminato;
invento l’amore che non ho mai osato,
osannato mi sento di volare in un campo minato.

Ricorderò il primo incontro
onorato da un pregiato saluto,
sempre affascinante e sublime,
eterno l’amore si è giurato,
la voce emozionante e tremante
leniva  un’emozione assuefatta,
aperta ai contenuti amorosi.

Ti giuro, non ho mai ignorato il passato,
incomincio sempre con la lezione che ho imparato.

Amore, ti ho sempre stimata e mai con te ho giocato,
mi sono illuso, ma mai niente di noi ho sacrificato,
omaggiato sì, ma nessuno mi ha mai perdonato.