Poesie dal libro
Sussulti  … del cuore

 

L’ingresso dell’anima

Questa clessidra
non scorre più,
si è fermata
lasciandomi in bilico;
forse è rimasta prigioniera
di un fragile sospiro:
un singulto soffocato;
mi sento mortificato,
come ferito dentro
ed il pensiero
non trova l’uscita,
sembra svanito.
Mi par di attraversare un incubo
ignorando la realtà.
Non c’è scelta oculata,
proseguire o fermarsi!

 

L’ossessione dell’anima

L’oscurità e l’insonnia
nel silenzio favoriscono il pensiero;
uno sbalzo improvviso e la notte è turbata.
Mi guardo intorno spaurito
ed intravedo solo l’oscurità,
la tristezza mi gela
ed incomincia la sfida.
E difficile non pensare,
la notte è lunga
ed il giorno mi attende,
ti accoglie tra la luce
ed il sibilo del vento impetuoso.
Nel mare profondo tutto è oscuro,
le sirene che popolano il fondo,
cercano luce di vita negli abissi
e tutto osano profanare.
Il mondo sommerso è crudeltà,
e l’anima mia più isolata che mai
stende a partire,
a decollare.
Mi sento sconfitto,
ovunque in me è già notte,
persino lo scrigno di vita
non ne vuole sentire più.
E’ inutile aspettare …
La barca del tempo
è naufragata laggiù,
non ho spazi per continuare,
l’anima è annegata,
la vita è finita.
Né in terra,
né in mare,
né in cielo
c’è più pietà.
Ho fatto di te il mio scrigno,
il core ha dimorato con te,
la mente è un sepolcro per te;
in ogni primavera che verrà
canterò le lodi dell’ossessione,
cosicché l’eco del tempo sommerso
su ogni spiaggia s’infrangerà,
accompagnato dal dolce rumore
delle subdole e spumeggianti onde
che la storia mi proporrà.
Addio anima mia,
fedele compagna di storie perverse.
Addio mia dolce compagna!...
Non bramo più dolci e succulenti umori,
ma una pace fatta d’amor per l’al di là.

 

Penso a te … in ogni ora del giorno
(18 Settembre 2004)

Quel lontano diciotto ha preso la svolta,
il giorno seguente è stata sepolta;
il mio amato fiore reciso è stato,
a Dio silente e in pace è arrivato.
Tuttora le sue spoglie son nella tomba,
nella mente m’assilla un suon di tromba,
col desiderio innato di riportarla in vita,
colorarle il corpo di roseo e ridarle la vita.
È una disdetta questa mia vita,
ho perso il fiore e la vita è finita;
ora una lacrima solca il mio viso,
mentre Lei è lassù in Paradiso.
È stata la mia “Regina”: una donna importante,
l’ho scelta con cura tra la migliore gente,
purtroppo s’è arresa dinanzi all’evidenza,
e più d’ogni cosa mi manca la sua presenza.
Dolce amore mio, il mio cuore è andato,
di te, mio dolce fiore, non si è mai scordato;
in questo momento non pretendo che ritorni,
so benissimo che in seno a Dio ora tu dormi.
Ti prego, prega il Signore,
fallo sempre in tutte le ore,
so che in terra mi hai sempre amato,
ti ringrazio amore, che Dio sia lodato.
Quando varcherò quella dorata porta,
verrò da solo, senza la dovuta scorta,
mi inebrierò di sensazioni vere
non di nefasti sogni o di chimere.
Sarò con te nella divina vita
appena l’anima sarà transita,
lascerò contento questa bella terra
che per me è stata come una guerra.
Vivrò con te per sempre nel segno della pace,
lascerò quaggiù a tutti la rovente brace;
e quando in cimitero il mio corpo giacerà,
sicuramente l’anima mia silenziosa tacerà.