Alla S.S. Madre di Lourdes
 -Immacolata  Concezione -

 

Un pellegrinaggio a Lourdes
(Fede e tanta speranza)

Sono giunto da molto lontano,
solo Lei mi ha dato la forza ed una mano.
Ora davanti alla sua immagine poso,
per la verità, un po’ pauroso e un po’ speranzoso.

Ho solo in silenzio parlato,
pregando in silenzio il mio cuor T’ho donato,
col cuore intenerito ho chiesto perdono,
perché sia di pace che di fede mi hai fatto gran dono.

Ho chiesto compassione alla Vergine Beata,
la Madre da tutti venerata e amata.
Nei miei occhi tanto dolore,
la voglia di donarLe tutto il mio amore,

Madre Santissima sono tuo figlio!
Prendimi per quello che sono e toglimi il buio
che da tempo porto dentro al mio cuore,
dammi speranza e concedimi amore.

Accendi una luce,
allunga la mia vita che a Te mi conduce;
dalle tue acque miracolose,
testimoni e giudici di tante cose,

solo per colui che ha fede
ed al nostro Signore ancor crede
può occultarsi nel tuo celeste velo
ed inviarti un sorriso per le vie infinite del cielo.

Il pellegrinaggio è un grande messaggio di pace e di speranza,
accomuna malati di ogni esistenza;
sono tutti in ginocchio davanti all’altare
con le mani giunte per pregare.

Tu, Madre mia, mi hai letto nel cuore addolorato
e speranza e fede mi hai dato,
comprensione ho trovato
ed amore immenso ho donato;

vengo a chieder perdono,
qui in ginocchio davanti al tuo trono ...
basta solo il tuo sguardo per salvarmi dal male,
io che sono tuo figlio leale

m’inebrio di tanta bellezza e sorrido al mondo
festoso, gioioso e vivo felice e giocondo.
Or non piango, perché ti ho sempre amata
dolce Santissima Madre Incoronata,

di mille luci splende il tuo volto, di mille profumi la terra,
come i fiori che vivono nella serra,
sei mia in tutto e per tutto,
in me porto benignamente il tuo frutto:

la fede, l’amore, la gioia ed il dolore
sono solo messaggi del tuo grande immenso amore.
Perdonami, Madre, sono solo un cantore,
scrivo versi che nascono dal cuore.

Amami
perdonami,
sono puro di mente e di cuore,
così come vuole nostro Signore.

 

 

Alla S.S. Vergine del Rosario
“Madonna di Fatima”

(Madre e Figlio)

                                                *Pellegrino

Madre,
conosco la miseria,
le lotte e le tribolazioni dell’anima mia,
le deficienze e le infermità del mio corpo;
conosco la mia miseria,
i miei peccati e ti chiedo:
“Donami il tuo cuore ed amami come sono,
riconosco d’essermi abbandonato nell’amore,
penso d’esser deficitario nella pratica del dovere e delle virtù;
non sono perfetto,
ma Ti chiedo lo stesso d’amarmi come sono”.

                                                  
                                              * Madonna
Figlio mio,
lascia che ti ami,
voglio il tuo cuore,
voglio col tempo trasformarti;
ora desidero amarti come sei,
ed altrettanto dovrai fare tu con me.
Voglio vedere dai bassifondi della miseria scaturire l’amore,
amo in te anche la tua debolezza;
amo la sofferenza dei poveri e dei miserabili;
voglio che dal cuore salga continuamente un grande grido:
“Madre, Gesù, Vi Amo”.
Figlio mio,

non ho bisogno del tuo talento,
della tua scienza,
voglio il canto del tuo cuore,
voglio vederti lavorare con amore.
Non preoccuparti per questo,
avrei potuto destinarti a grandi cose,
ricordati che non sarai mai un servo abbandonato;
prenderò il meglio del tuo cuore,
perché sei stato creato soltanto per amare.

 

                                         * Pellegrino

Madre,
oggi sto presso la porta del tuo cuore come mendicante,
come servo dei tuoi servi,
busso ed aspetto,
ti prego,
affrettati ad aprirmi,
non guardare alla mia miseria,
non desidero morire di dolore,
perché tutto ciò mi ferirebbe il cuore.

                                                  

                                      * Madonna
Figlio mio caro,
voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte,
voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore.
Conto su di te per darmi gioia,
non ti preoccupare di non possedere virtù,
ti darò le mie, man mano che ti occorrono;
quando ti vedrò soffrire, ti darò la forza,
perché mi hai donato il tuo amore,
ma ricordati di amarmi sempre,
così come sei.

 

Madonna di Canneto

 

Ave a Te, Madonna,
che con il cuor di mamma
proteggi i figli tuoi
da una triste condanna,
mostrandoti a loro
come la vera mamma.
Tu dalla nicchia d’oro,
tra i fulgori della tua veste gemmata,
negra di viso,
ma bella,
ascolti il coro,
l’ingenuo coro della vallata.
Ave,
Madonna di stelle inghirlandata,
io,
curvo e triste nell’ombra,
t’imploro;
la valle imbruna,
al fine della giornata,
con i pastori e i montanari,
io pur ti adoro.
Tu che freni l’ira del torrente
nel tuo piccolo pianoro,
Tu,
azzurra visione celestiale,
tra i monti e la neve
delle tua vallata appari.
Aura,
in che dolore,
in che agonia mi affondo,
l’onta,
il ribrezzo e il gran buio crescente
Tu,
lo sai,
Tu,
lo vedi,
Ave Madonna.

 

 

 

 

A  Maria S.S. delle Indulgenze

 

In una stradina,
un po’ piccolina,
tra la folta siepe di biancospino,
una folla si è messa in cammino.
Gente che prega soletta,
gente che aspetta,
gente festosa,
gente gioiosa.
Con dolci canti
e con tanti rimpianti,
acclamano insieme la dolce Maria
che lenta procede per la sua via.
I fedeli la seguono
e chiedono perdono.
Ave Maria delle Indulgenze, perdona i peccatori
che arrecano tanti dolori.
 
 

Maria S.S. delle Grazie

 

E’ tardi. Vedo la chiesa aperta. Devo entrare.

Madre Santissima, non vengo per pregare,

non ho nulla da offrirti, nulla da chiedervi.

Vengo, Madre mia soltanto per guardarvi.

Guardarvi, pregare e piangere di felicità,

perché son vostro figlio e son pieno di serenità.

Perché siete bella, perché siete immacolata,

perché siete la donna nella sua grazia restaurata,

perché mi avete salvato dal male e nel bene

vivrò con la vostra immagine.

 

 

 

 

A Maria S.S. delle Grazie

 

Lungo il sentier il tempo vola via,

da me ogni momento che passa t’allontani,

ma a causa degli innumerevoli eventi umani

io non potrò mai scordarmi di Te anima Santa mia;

 

tantomeno lo spasimar dell’agonia

giunto fino a quest’ora e che non ha domani

pensando a quei dì trascorsi lontani,

e il nome tuo sussurrai tra me, Maria.

 

Ricorderò l’ora ed il pianto

ripensando ai giorni lontani,

in nome tuo benedetto e santo

chiederò il tuo aiuto anche domai.

 

Quando sul letto funebre sarò caduto

invocherò il dolce nome Santo,

ed in nome del ben che mi hai voluto

ti onorerò l’anima in pianto.

 

 

 

A Gesù Bambino

(Gallinaro - Fr)

 

C’è là, sulla piccola collina,

una piccola bianca casina:

ha una rupe di fronte,

un cespuglio d’albaspina:

non ha altro all’orizzonte.

La campanella squilla, mattina e sera,

dal rapido pendio, chiamando alla preghiera

donne e bambini a schiera,

nella casa di Dio. Miracolo o preghiera

sono di ogni sera,

e la carovana va, sicura,

corre a visitar l’altura,

casa del Signore

che a tutti offre il suo cuore.

 

 

All’Assunta Madre Incoronata

 

Oggi tutto è in allegria,

persino la natura è in armonia,

le piante, i fiori emanano profumi veri,

e mi sembra che odorano più di ieri.

La folla segue la Madre adorata,

di preghiere e canti riempion la giornata,

il campanile sovrano e maestoso

chiama i fedeli in questo giorno festoso.

Col vicario di Gesù Cristo in testa scorre la processione,

per le vie tutti pregano con fede e con passione,

aspettando la grazia del Signore

che allieti tutti in questo gran giorno d’amore.

Le preghiere corron veloci in questo giorno

van da Dio e son senza ritorno,

annunciano al Signore la festa dell’Assunta

incoronata,

che di tanta fede e grazia è circondata.

 

 

 

 

 

 

 

A Maria S.S. dell’Assunta

 

Madre,

sei la madre di mille nomi e di altrettanti volti,

il tuo nome oggi è Assunta e sei la “Regina” di questo mondo.

Inebri di gioia e d’amore i figli tuoi,

ad ogni passo proteggi il lor cammino.

Madre,

ti ho vista oggi incoronare,

eri bella,

radiosa e giuliva,

io così non ti ho vista mai.

Ti ho seguita pregando nel tuo breve cammino

sino a quando ti han deposta sull’altare;

più di una “Regina” eri a gli occhi miei. ...

Piangono e soffrono dolenti i figli tuoi,

prostrati versano lacrime amare,

in ginocchio piangendo son dinanzi a Te ...

aspettano un dardo del tuo divino amore

che dagli occhi tuoi trafigga i mali loro.

Ora sento suoni di melodie lontane,

forse hanno aperte le porte del tuo cielo,

ora che sei la “Regina Incoronata”

t’aspettano lassù cantando gl’inni tuoi.

Chiedi mendicando a nome mio

che in questo mondo sia felice anch’io,

e dalle tante lacrime amare versate

possa almeno gioire oggi al fianco tuo.

Mi sembra d’esser un Angelo in volo,

sommerso dai pensieri miei

cerco di trovarmi per un attimo solo là,

in Paradiso,

dove tutto mi gratifica e onora;

e con le parole di figlio,

che ben poco assomiglio

pregherò l’Eterno che mi faccia grazia

in questo immondo inferno.

Innalzerò la tua gloria e canterò i tuoi inni

finché in questo mondo la fede e l’amore

siano gli esempi del tuo materno amore.

 

 

 

 

 

Preghiera

 

Scusa Signore se busso alla porta,

alla porta del tuo amore,

sono io,

ti chiedo mendicando riposo per me.

Ora mi sento come una foglia che quando è stanca cade giù.

Perdonami se entro nella reggia della tua luce,

se siedo alla mensa del tuo corpo per saziarmi di Te.

La nebbia ed il freddo,

giorni lunghi e amari

mentre il sole andava ho sofferto.

Nel vento dell’estate ondeggiano le spighe di grano.

Nei filari,

dopo un lungo inverno fremano le viti.

La rugiada avvolge nel silenzio i primi tralci verdi.

I colori dell’autunno coi grappoli d’uva maturi,

rallegrano la natura.

Ti prego,

Signore,

stendi la tua mano pietosa,

abbracciami,

abbracciami forte,

stringi a Te il mio fragile corpo,

riempilo di gioia e di serenità.

 

 

 

 

Pace ...

 

Si parla troppo di pace,

ma si fa sempre la guerra;

ovunque cadono bombe

e non fiori di Gesù.

Le armi non tacciono,

i missili sfrecciano,

ma sotto il martirio è nato un bambino,

forse ... chiamato Gesù.

Si parla di pace e di gloria,

si annuncia la tanto attesa novella,

ma la terra è una palla di fuoco,

rossa, lampeggiante e pronta al castigo:

ma ditemi voi: “Quando nasce Gesù?”

Gloria in America o meglio a New York,

l’alleluia a Kabul o meglio in Afghanistan. ...

Chissà! Forse Gesù è nato a Kabul ...

la notte è stellata e le stelle son tante,

il Verbo divino ha detto ed ha fatto,

ma ancora oggi a Kabul la pace non c’è!

Vedo i Re Magi che m’indicano la grotta,

ma non è quella di Gesù ...

è quella che usa Bin Laden Osama

oppure l’acerrimo Al Queda,

e le stelle furiose si accendon lassù!

Tra le grotte sperdute e spelonghe nascoste

si dichiara la guerra e la morte.

Ma ditemi un po’: “Ma è nato Gesù?”

E’ nato un bambino,

non è quello divino,

perché quaggiù non si parla di pace,

ma di guerra e di fame e sarà sempre così!

Ti prego Signore,

accendi d’amore questo mondo infame,

metti tra un uomo e una donna un bambino,

solo così si può parlare di pace

ed intorno a noi tutto risplenderà.

Questo tuo uomo non ha senno,

ha voglia di esser come Te,

padre e padrone,

in tutto e per tutto

e la morte assordante ci sorriderà.

Ora mi chiedo uomo infernale:

“Ma in chiesa che ci vai a fare

se predichi bene e razzoli male?”

Questa vendetta non è!

... E’ castigo di Dio. ...

E la pace? ...

Non è fatta per te! ...

 

 

 

 

A Santo Padre Pio

 

Nel tuo santo loco sono arrivato

e per molto tempo ti ho pensato.

Tanta gente ho trovato alla tua porta,

ma l’accesso è uno alla volta,

tutti ti vengono a trovare

per farsi benedire e pregare;

sono mendicanti da lontano,

figli tuoi che ti adorano.

C’è chi grida,

c’è chi piange,

chi t’implora,

c’è chi ti accende un cero,

ma le lacrime versate sono tante

con lo scandir le preghiere sante.

Con la fede e con l’amore

vengono da Te per alleviare il dolore.

Sono tanti e in tutte le ore

vengono a Te, a farti onore.

Alla Vergine si onorano con preghiere e canti

e consumano il Calvario della vita tutti quanti.

Guardali tutti, aiutali a non morire,

allieta quel tremendo ed irriducibile soffrire,

insegna loro ad amare, a pregare,

soprattutto il dono di perdonare,

chiedi grazia al Signore

che lor aspettano in tutte le ore.

 

 

 

 

 

Preghiera

 

La mente si unisce

all’amore del divino,

mi sintonizzo con la luce

che si rischiara in me,

creo una catena d’amore

che mi aiuta a svegliare

la coscienza sopita.

Gesù dice:

“Chiedete e vi sarà dato,

cercate e troverete,

bussate e vi sarà aperto.”

Appena sorge il mattino,

poco dopo la sveglia,

prego incessantemente:

invoco Dio e i Santi,

Gesù e la Madonna,

lodo il Signore

per la sua magnificenza,

lo ringrazio per la vita,

e lo supplico

dal profondo del cuore.

Sento,

istante dopo istante,

il Suo spirito

a me vicino

mentre scintilla la vita

dinanzi agli occhi miei,

esprimo devozione

ed elevo l’anima,

benedico ciò che mi circonda,

persone comprese,

ed auguro loro tanta pace.

Padre,

fa sì che in questo giorno

io mi rifletta in Te.

Questa è la mia preghiera!...

AMEN

 

“Pellegrino d’amore e di fede”

 

Tu che segui
il cammino  di Madre Celeste
e cerchi conforto,
puoi trovare risposta
solo da Gesù
dicendo “Sì” a Cristo.
Se la tua vocazione
è grande come speri,
fermati a Collevalenza
accanto al Buon Pastore
e giura con fede
di essere fedele
al tuo Amore Misericordioso;
bevi l’acqua
di Madre Speranza
ne gioisce il corpo e l’anima
e ne sarai felice.

 

Il poeta - scrittore

Orazio Di Resta

 

 

Il Poeta – scrittore, nonché fondatore dell'Associazione Culturale Poetica  Art-Opera
“DEUS DAY”
Orazio Di Resta

Copyright ©
Legge del 22 Maggio 1993 N° 159
Tutti i marchi e copyrights su queste pagine
appartengono al poeta / scrittore Orazio Di Resta
E' vietato qualunque uso commerciale, riproduzione e divulgazione anche parziale