Da:
L’eco del silenzio

Prefazione


Questo libro rappresenta un urlo dello sfogo che si sviluppa con forza attraverso i canali della mente e si nutre di idee che conferiscono potenza e vigore. Si manifesta nella sua cruda realtà raffigurata nella sua immagine, si cala nei meandri dei bassifondi e si intreccia con le storie di vita e di esperienze umane. Descrive una vita vera rappresentata in sintesi dai tormenti, dalle rassegnazioni e dai sogni latenti. Questo lavoro  nasce da una esigenza di esprimersi e di diffondere il grido della verità attraverso il mondo per raggiungere gli angoli più perduti di esso. In questa nuova fase di società odierna, il poeta ha l’obbligo di cantare gli avvenimenti salienti, quali frutto di un’esperienza maturata nel tempo; celebra soprattutto l’amore con grande sensibilità personale in tutte le sue sfaccettature. Il suo è un sentimento tormentoso e nello stesso tempo vitale, riesce a muovere energie che investono la realtà intera ed il cosmo e scopre l’anima che si abbandona alle sue problematiche. Oltre l’amore canta la natura, la vita che mette in evidenza,con parole semplici che pitturano quadri di straordinaria bellezza nella sua mente e nella fantasia di chi ha la fortuna di leggerlo. La poesia odierna è eclettica, ma ha una freschezza originale ed universale, nasce da un incrocio di situazioni paranormali e sentimentali: nel primo caso gli incontri divinatori spesso lo lasciano navigare astrattamente con l’etere, nel secondo caso, lascia nell’opera una sensazione di patrimonio culturale atto a favorire l’aggancio con il poeta. Il poeta fa  sua  ogni  dimensione  umana,  dando  ad essa un colorito particolare facendo nascere in alcuni casi le novità quotidiane; in questo caso si potrebbe paragonare ad un innamorato, perché chi ama scopre sempre nuove emozioni. In questi casi, il poeta ha bisogno del “silenzio più assoluto” e di solitudine, per scrivere una poesia, coronandola con versi più significativi composti sui temi a lui più cari, quali la vita, la morte, il dolore e la gioia; in questi casi il poeta si sente forte, dà libero sfogo ai suoi pensieri e ai suoi affetti attraverso il canto; in esso ognuno si riconosce ed accentua le immagini e si abbandona al ritmo della poesia che rappresenti il testimone e l’anticipatrice della storia. Certamente oggi, insieme alla tradizionale divulgazione “come libro”, molti poeti amano declamare i propri versi in pubblico; in questo caso il poeta abbraccia la materia effimera della performance ed offre con la sua recitazione  una necessità d’azione non vincolata, dato che sia l’attore che il poeta la considerano quale oggetto delle loro fatiche. Le parole colpiscono con la loro delicatezza e per il tono aleggiato che sembra volare come una colomba; in quell’attimo la poesia compone delle sfavillanti pennellate colorate di dolcezza. In quel momento dentro di sé si attribuisce al poeta un valore molto importante, in quanto riesce a unire quelle soddisfazioni che lo realizzano ancora di più, mentre le fugacità del desiderio rimangono uno scrigno chiuso pieno di tanta bellezza, perché unito in un amplesso di emozione con il pubblico che riesce a navigare a vele spietate verso orizzonti inesplorati.

                                       Il Poeta – Scrittore
Cassino lì  19 Marzo 2010                                                     Orazio Di Resta

 

Poesie da:
L’eco del silenzio

Anima mia… tua!

Le nostre anime
somigliano a due dune di sabbia,
entrambe sanno sgretolarsi
sotto i loro affannosi tormenti
e mescolarsi e confondersi
nell’orizzonte.
La pace ed il dolore
sono le tempeste della vita. …
In questa tempestosa notte
il sonno si fa tenue,
filiforme,
soffice e fragile;
somiglia a questo pezzo di carta.
Dopo le agitazioni
e le sorprese incessanti,
mi sveglio con ancora i ricordi:
sono quelli di sempre:
“Il vivere in armonia d’amore”.
Tutto s’è perso,
l’anima ancora cerca,
ma le cose sono finite.
In questo fresco mattino
ascolto in silenzio
le foglie caduche
spazzate via dal vento,
guardo ed osservo gli alberi
ignudi, con i rami spogli
ed un cielo stracolmo di nubi:
un velo grigio e gelido.
Il freddo insegue il giorno,
la luce si alterna con le tetre notti
ed io, solitario,
vado sussultando
coi vagiti d’amore
in un momento
un po’ fragile.

Sandrina e Katiuscia  -  Gi amori del Poeta

Donna mia…

Non scorderò mai di pensarti,
sei viva in me.
Mi piacerebbe essere al tuo fianco,
accarezzarti,
vederti,
proteggerti,
accompagnarti nel tuo cammino.
Sostenerti,
gioire ai tuoi sguardi.
Sei volata in cielo,
mi hai lasciato di stucco,
a piccoli pezzetti il cuore,
non pretendo ora
di riaprire il tuo cuore,
è oramai di Dio,
ma sentirti ancora tutta mia.
E’ difficile rendermi conto
di quello che dico,
ma lo sento,
lo vorrei…
Non posso!
In questo momento son triste,
quindi, chiudo le porte del cuore,
sfioro pensando il dolore;
ma l’amarezza rimane
l’unica ombra del mio oblio.
Ho scalato montagne alte

per poter trovare la mia stella,
ho camminato nei deserti aridi
per trovare una rosa,
ho nuotato negli oceani più profondi
per trovare la mia perla,
ma in questo innevato foglio
torna la malinconia,
cerco di colorarlo
con delle belle viole,
ma il bianco si tinge di nero;
la fantasia si ferma,
finisce
come pure l’allegria.
Però,
riconosco di amarti
sempre di più…
Eternamente.

Sandrina ed il marito Orazio a Barcellona

Questa mia vita

Sento di perdermi col tempo,
più cerco di scuotermi dal mio torpore
e più mi sembro un relitto
approdato su di una spiaggia
senza nome e fine,
sbattuto e distrutto
dalla forza dalle onde
di un mare in tempesta
e con poche speranze
che possa essere recuperato.
È la fine di un’era…
L’altra chissà!...
Questa mia vita distrutta
la notte insegue i fantasmi,
di giorno si ciba di ricordi.
Dolente e avvelenato dai rimorsi,
passo le ore a riflettere…
A cosa serve insistere?
La vita è già fusa
tra le intemperie del tempo…
Non oso combattere,
m’abbandono all’estasi
delle bellezze incontaminate
di una vestigia ritrovata.
Tutto m’è negato
in questo mio andare,
nemmeno più padrone
di questa mia vita sono,
i tormenti ne fanno da padrone.
Distrutto interiormente,
m’affogo nei silenti rimorsi;
troppo ho sofferto
e continuo a blaterare
mentre gli occhi
si chiudono all’oblio,
e, lentamente,
due gocce s’affacciano amare
al riflesso di luce
con due occhi che stendano ad aprirsi.
Una vita difficile la mia,
parole agghiaccianti emette l’anima;
mi sembrano tanti punteruoli avvelenati.
Sono i rimorsi del cuore
Che lento batte  e ricuce il dolore.
Distrutto grido,
chiedo riposo,
la luce è lontana
ed il travaglio è ancora più pesante:
devo aspettare
che Dio metta fine
a questa mia lenta agonia.

Il poeta – scrittore, la cugina Franca e la zia Clelia

Rifletto e vago …

Sono una fiaccola accesa,
una luce divina di Dio,
una guida luminosa nel buio;
forse un raggio di sole
oppure un riflesso di luna.
Vorrei essere tante cose
insaporate da un dardo di Dio!…
Vorrei essere
come una musica celestiale,
elettrizzante
che si spande nei mondi eclissati
per farmi ascoltare negli impervi meandri;
parlare al mondo con più dolcezza,
vincere questo mio modo d’agire
solamente per far piacere a chi m’è vicino.
Tutto è possibile nella vita,
lo si deve solo volere!...
Ho sempre creduto di averle queste virtù,
inseguivo i miei desideri con orgoglio,
ma illudevo me stesso e gli altri. …
Tantissimo tempo ho dedicato alle cose,
sprecavo le mie energie,
la mia conoscenza si facea gioco di me.
Ho sempre creduto di sapere
e sono rimasto vittima dell’ignoranza,
ho lasciato tutto
perché mi consideravo invisibile a tutti,
ho tanto bisogno di calore,
sono tuttora in una profonda angoscia,
quasi di gelo,
pronto alla morte.

Il poeta - scrittore in casa  dopo il lavoro

L’Illusione

Non vivo attaccato alle illusioni,
ma senza di loro non si può vivere!
Guardare per vedere
ciò che la realtà nasconde
mi aiuta a tenermi vivo,
per poter sognare ancora;
ma la vita
è un inutile corsa verso il nulla,
è inutile persino perseguire la felicità.
L’uomo non sa nemmeno cosa sia se stesso
e si mette in sintonia con la ricerca;
vive in uno stato vegetativo
di tristezza e di angoscia
e continua a percorrere mete indecifrabili.
L’illusione è:
“l’inferno ed il paradiso insieme,
il diavole e l’angelo delle passioni”.
Senza illusioni
non ci sarà mai grandezza di pensieri,
tantomeno grandi azioni
che per lo più son pazzie.
Senza le illusioni,
l’uomo morirebbe
di disperazione e di noia.
Adesso par di sembrarmi
un rivo che gorgoglia
o una foglia riarsa accartocciarsi.
Non saprò mai i prodigi
che la divina indifferenza schiude.
Ora, par di sembrare
una statua sonnolenta,
una nuvola
che naviga nell’infinito ad oltranza
o un falco e l’aquila
pronti a dar la morte.
La vita è un’illusione,
è una speranza ormai svanita,
breve come la scoreggia di una farfalla.
Ma l’illusione è:
“La gramigna più tenace della coscienza umana!”