Poesie da:

Il canto del cigno


Il Canto del cigno: l’addio alla vita

 

Il canto… del cigno

Bianco,  suadente
con tanta eleganza e bellezza
solca il lago armonioso e silente.

In te ho rivisto la mia vita,
ti ho accolto come superbo dono
con tanta immensa passione.

La luna,  questa notte,
volge pallida al tramonto,
saluta l’aurora che nasce,
mentre all’orizzonte i primi chiari bagliori
sembrano appagare gli occhi miei
di una sensazione divina.

Sul lago incantato,
i riflessi si rispecchiano vivi
laddove il diafrano “cigno”
emette l’ultimo canto agonizzante.

Frustrato,  vago in punta di piedi,
mi è caro questo silenzio
e religioso recito una preghiera,
ringraziando Dio per aver rinvigorito
la mia suprema scena della vita.

 

Padre, destino mio

Padre mio,
tutti parlano di te
nessuno ti ha mai visto e udito;
solo io ascolto i tuoi silenti passi,
la tua voce che s’infonde nell’anima mia.
Seguo come un destriero il tuo cammino,
sento attentamente le tue parole,
ti osservo e mi osservi da lontano.
Quanti riescono a vederti le tue sembianti?
Pochi o quasi nessuno: “solo i figli tuoi”,
quelli prediletti, scelti per la gloria del tuo cammino.
Quante miserie quaggiù, quante illusioni,
quante vite sprecate andate in fumo.
Nessuno vuol capire che da Te
si giunge solo con la preghiera e con l’amore,
non si raggiunge il cielo con le lusinghe.
Tante primavere son passate
tanti fiori si sono appassiti e poi spezzati,
tanti non hanno avuto la gioia di vivere,
altrettanti persino la vita hanno avuto negata.
Tantissimi doni agli occhi miei,
tantissime bellezze alla terra tua,
basterebbe poco a tutti per capire
che Dio è qui insieme a noi.
Perché metafore a seguire?
Perché incruenze da manifestare?
Perché morire inutilmente senza una ragione?
Perché continui oblii da sopportare?
La vita lentamente chiude gli occhi e vola via. ...
Forse il tutto è nascosto nel prezzo da pagare
o in tantissimi modi semplici del suo amore.


La scalinata del cielo: andando verso Dio

 

 

Emozioni

Come un soffio di vento
sussurra melodie sferzose nei miei capelli,
così mi sento accarezzato da una giornata marzolina
seduto a meditare su una panchina sotto casa mia.
Emozioni,
piano piano mi escono dall’anima,
come fossero gazze di rugiada
che accarezzano i miei pensieri.
La vita è un labirinto d’emozione,
piena di misteri e colma di paura.
Troppi sono gli ostacoli che mi stancano ed affaticano.
Col fardello dell’amore un po’ salvifico
si allevia un percorso dove i ricordi  e le certezze
non hanno un forse o un se.
Vivere è bello,
ma scrutare il cielo,
specialmente quando è vago,
è grazia nuova.
Gli occhi illuminati d’emozione cercano consapevoli,
la spavento non ha sembiante,
mentre il gioire è altrettanto bello.
La vita, che peso! ...
Non è facile viverla,
ma è importante,
anche quando cala la sera,
addormentandoci davanti al tramonto;
nulla ci spaventa se nel suo corso
la legheremo con un irriducibile filo d’amore.
Sognare, vivere e sperare,
sono sensazioni ed emozioni infinite,
infinite come l’illuminarsi dell’immenso.

 


Emozioni…

 

In nome dell’amore

Che bella parola ...
quante cose si fanno ...
quante emozioni,
sospiri, spasimi e singulti;
chi ama prova troppe emozioni.
L’altra sera era festa grande al mio paese,
già tardi per l’ascolto dell’artista,
un cantautore sconosciuto preso all’ultimo minuto.
Ancora lontana,
di già si sentivano le prime note,
una voce pacata e misurata
scandiva parole dolci e appassionate.
Mamma Santissima,
quando arrivai sotto il palco rimasi di stucco,
non riuscivo più a credere e parlare;
quella bella voce appassionata era l’ex ragazza mia.
La guardavo intensamente ...
tante lacrime scesero dagli occhi miei,
volevo stringerla,
abbracciarla, baciarla,
magari, averla mia un’altra volta come allora.
Maledetto sia,
tempo traditore,
me la portasti via per darla ad un altro;
ora mi tocca anche guardare come se la stringe a sé,
mentre una saetta mi colpisce in pieno il core.
Mi sono allontanato piano piano,
era troppo struggente per questo mio cuore ingrato.
Piangevo come un ragazzino ...
appena mi scoprì tra la folla mi sorrise,
negli occhi una luce profonda mi abbagliò,
le mie pupille si chiusero lentamente
e dal quel momento io non vidi più.
Le lacrime amare mi han solcato tutto,
mentre lei rideva e cantava spensierata,
cantava, cantava come fa un fringuello,
rammaricata, volle dedicarmi una canzone;
guarda caso, titolata: “Tradito per passione”.
E’ sì, tradito sì, ma non per amor ...
per vergogna ingrata perpetrata a danno di un amore.
Brividi di gelo mi solcano la mente,
ho perso una donna e ne ho trovata un’altra,
non come lei, ma bella dentro più di ogni stella,
brilla intensamente nel mio cielo 
come la mamma mia.

 

 

 

Caro amore

Cara ti guardo attentamente
mentre il corpo e l’anima son volti a lontani tramonti.
Sopita e quasi stanca ti sei addormentata
sotto l’impeto dei sogni miei,
lo so, ora in te regna la quiete più profonda,
sei volta ad un estasi diversa,
grande quando Dio ed il suo immenso cielo.
Gli angeli che navigano tra gli infiniti orizzonti ti sorridono,
io, tuo carnefice, aspetto,
aspetto tra la pazienza e la gioia il tuo ardito risveglio,
naturalmente, volto a milioni d’inquietudini.
Paura di me più non hai,
nessuno ti può far del male,
vulnerabile sveglia,
spesso ti ferivo con la felicità,
ora son qui,
a due passi,
osservo le tue infinite linee,
godo guardandoti in silenzio,
nella tua pace la mia serenità.
Sei insostituibile. ...
Nel mio sonno c’è una parte di me che ti accompagna,
il mio amore varca le soglie della quiete
e brilla nella tua mente,
ti muovi girandomi il volto,
lo so, ho raggiunto il tuo cuore con il mio affetto.
Goditi ancora questo mio bene celeste
che ti offre la notte,
l’aurora è vicina ed io sono impaziente di aspettare.

 


Sandrina Miele: L’amore del poeta

 

Al cimitero
(S. Andrea  01/09/2013)

Quattro solide mura,
due cipressi all’entrata,
un vecchio cancello arrugginito,
un piccolo viale in salita,
in fondo,
l’immagine raffigurante
il cuore di Gesù.
Un silenzio allucinante,
sepolcrale,
uno sguardo quasi timido,
a destra e manca file di loculi.
Nomi e volti di persone
mai conosciute,
solo sentite in nomina;
nomi di bambini innocenti,
di giovani dal volto affranto,
di lustre figure accademiche,
di semplici uomini di vita contadina.
All’epitaffio frasi in memore
mai sussurrate all’orecchio umano;
nome, nascita e morte,
qualche cero acceso
ed un piccolo fascio di fiori.
Tanti volti remoti dimenticati
rivivono nei cuori dei passanti,
una preghiera: un Eterno riposo,
un segno di croce e la mente corre frettolosa,
nomi e volti che vivono nei nostri ricordi,
sotto l’influenza del calice amaro.
Nell’aria e nella mente voci strane,
speranze del domani
di ritrovarci  insieme a pregare:
“Oggi più di ieri meno di domani”.

 


Cimitero di S. Andrea del Garigliano

 

Lezione di vita: due Novembre

Nel ricordo le frasi più convenzionali:
“I suoi cari a ricordo posero”.
Le frasi in memoria
sono tutte toccanti, come:
“Resterai sempre nel cuore
di chi ti ha voluto bene”.
L’amore della famiglia,
la gioia del lavoro,
il culto dell’onestà,
furono realtà luminose di ogni vita.
“Mai dimenticheremo le tue risate,
i tuoi fischi,
le tue canzoncine
che sempre ascolteremo nei nostri cuori
laddove serenamente risposi”.
Noi, la vita, appena  la perdiamo,
essa dimora prima di noi
nella luce di Dio.
Lasciasti un gran dolore
in quanti ti hanno amato,
veglia su di loro
che a te pensarono sempre,
cosicché regnerà sempre vivo
il tuo ricordo.
Hai vissuto amato/a da tutti,
hai saputo dimenticare te stesso e gli altri;
ora, sopravviva la tua immagine
nella memoria di quanti
t’ebbero in core.
Riposa nella pace dei giusti,
rivivi nella luce di Dio;
in cielo serviva un fiore,
ed il Signore ha scelto te
per adornare i più bei giardini del cielo.
Che l’alba di ogni dì
ti porti il nostro sorriso,
hai percorso la tua strada
ed ora il Signore ti ha con sé!
Amarti è stato facile,
dimenticarti è impossibile,
ogni tuo sorriso,
ogni tua carezza,
ogni tuo sguardo amoroso
rimarrà per sempre nei nostri cuori.

“Consolatevi con me,
voi tutti che mi eravate vicino,
ho lasciato un mondo di dolore
per un regno di pace”.
Sotto questo cielo aspetto il Signore,
Lui, ora, generosamente,
mi ridarà tutto quello che la vita mi ha tolto.
Signore, Tu mi hai chiamato,
ai giardini del tuo trono
accorro pieno d’amore;
il Tuo volto brilla radioso: Io vengo!

Nessuno muore sulla terra
finché vive nel cuore di chi resta.
Sorridici dal paradiso
come hai sempre fatto in terra,
l’occhio di Dio ed il cuore di chi t’ama
non ti abbandoneranno mai.  …

 “Il meglio deve ancora venire …”
Ricordatemi così …
con un sorriso,
con una preghiera. …

Il tuo amore non muore mai,
è come quello che abbiam avuto per te,
vogliamo ricordarti com’eri,
pensare che ancora vivi
e, come allora sorridi;
il tuo esempio sia di guida per i nostri passi…
l’amore è quando il tempo 
si trasforma in memoria:

“È il passato che non avrà mai fine;
non piangete,
io continuerò ad amarvi al di là della vita.
L’amore è l’anima e non morirà mai”.

Caira: Domenica 20 Ottobre 2013.