Poesie da:
Volume VII
Per le strade del mondo

 

Dolce far nulla

Tutti credono che sia facile
non avere nulla da fare,
ma è difficile,
anzi difficilissimo.
Passare il tempo è una gran fatica:
che strano! ...
Ogni dì la stessa cosa,
nulla, dalla mattina alla sera,
dalla sera alla mattina.
Se solo l’avessi voluto avrei potuto,
ma la voglia del dolce far nulla
era così grande da mandarmi in estasi,
ed io spensierato
ed abbandonato al declino,
nulla facevo. ...
Un bel dì vidi un cane,
mi piacque e fu mio,
ma era troppo grande per me.
Spesso sentivo
i lamenti della povera bestia,
era la nostalgia del suo padrone:
un vecchio signore ...
che strano signore,
di giorno piangeva
e di notte singhiozzava,
aveva nel cuore i ricordi passati,
perduti nel dì del far nulla.
Che tragedia,
che vergogna.
Ora sono stanco,
stanco di noia,
possibile che in me svanisca il far niente?

 

Dedicato a ...

Cara,
la notte tu dormi,
io che soffro d’insonnia
ti vedo dormire
e questo mi fa soffrire;
rimango al tuo fianco,
ti odo sognare
e ciò mi rattrista.
Sento il tuo fiato sfiorarmi il viso
ed il tuo profumo di donna
inebria il mio cuore.
Dentro di me la gioia di averti,
di soffocare il desio
in un immenso abbraccio,
stringerti forte,
ma tu dormi,
soavemente dormi,
stringendo tra le mani il cuscino.
Cerco tra i mille pensieri
il piacere funesto
di vederti sorridere,
di gioire con me
per quanto resta di questa notte beffarda.
E’ quasi giorno 
e l’alba radiosa
colora il tuo viso di mille colori,
mi sorridi,
ti sorrido
ed alla notte fulgida e cupa
non penso mai più.
Ora sei mia,
tutta mia,
ed il nuovo giorno
risplende con te.
Il tuo viso giocondo
risplende gioioso
come il sole raggiante
che inebria i tuoi occhi
di luce e d’amor.

 

Kosovo

Ardon le case.
Le donne
fuggono nel buio,
urlano.
Piangono gli orfani
sui genitori morti
e calano i corvi
sui cadaveri.
Ardon le case.
Di sangue scorrono le strade,
cadono nel freddo asiatico
assassinati gli uomini
ed i bambini innocenti
con gli ordigni muoiono.
Che importa?
Se gli alleati bombardano
e distruggono la Serbia,
il kosovo,
tanto è la guerra.
Noi civilissimi
nelle accademie gridiamo
pace ai popoli
ed i gesuiti godono.
Nel silenzio eterno
non dormiranno i morti,
pregano il Padre, 
padre mi senti?
Sono qui dinanzi a Te, parlami.
E’ sorda questa plebe d’ingordi
ai detti tuoi,
giù c’è tanta fame
e nessuno pensa ai morti suoi.
Kosovo ...
Furtivo nelle tenebre
rechi la morte e il fuoco
e scavi a poco a poco
sotto il terren la mina,
che inghiotterà i cadaveri
nell’ampia tua rovina.
Non fu la rabbia
o l’impeto della vendetta bieca,
non fu la forza cieca
che vi schiantò dal fondo,
ma un solo raggio,
un palpito d’amore
che scosse il mondo!
Ricordati sempre: - giustizia -
e non carnefici noi dobbiam volere.

 

Mamma

Tempo fa mi disse il dottore:
“Di un mal di cuore
è morta la mia povera mamma”.
Ricordo sovente
quando facevo con lei la nanna.
Ora sento
il mio cure che batte
perché lei mi chiama.
Si ride di me
per le strade
delle mie arie sconvenienti,
mi sento soffocare,
vacillo,
eppure sento
lei che mi chiama.
Vado per i campi
e singhiozzando ai tramonti,
mi sento mancare;
che stupido!
E’ lei che mi chiama.
Mi piacerebbe tanto,
solo per pochi istanti,
andare laggiù
da lei
a fare la nanna come un tempo,
provare se m’ama ancora
come quel dì,
quando ero bambino.

 

Peccati

A questo mondo tutti son diffidenti e vili,
pochi coloro che fan tesoro del detto altrui,
nessuno ammette
che dalle labbra dei giusti
esce solo giudizio,
volontà e conoscenza,
tutti sbagliano
e nessuno vuole ammetterlo,
ridono della colpa
e non riflettono,
di sicuro
non andrà errando chi medita.
Di quanto detto son sicuro
che è meglio un pezzo di pane secco
che cercar quiete
nei sacrifici della lite,
dove ognuno
cerca di sopraffare l’altro.
Dar consigli è doveroso,
ma esser derisi dietro è ingiusto
ed io a questo mondo
dedico sette peccati.

  1. Gli occhi alteri.
  2. La lingua falsa.
  3. Le mani che spargono sangue innocente.
  4. Il cuore che architetta disegni nocivi.
  5. I piedi che corrono in fretta al male.
  6. Il falso testimone che spaccia menzogne.
  7. Chiunque suscita contese tra fratelli.

E’ inutile continuare,
l’uomo non cambia mai!
Peccato dopo peccato
continua incerto
il suo viaggio per l’eternità.

 

Poeta o cos’altro ...

Spesso mi domando: “Chi sono?”
Forse un poeta,
uno scribacchino,
no, certo.
Scrivo parole un po’ strane,
di sicuro
è la penna dell’anima mia,
o forse “follia?”
Eppure,
ogni volta che scrivo
sento il tatto della malinconia,
o forse la “nostalgia”
che imprime la penna?
Ma l’anima addolorata si pacifica
come un cero che si smorza,
la vita è senza forza
e lo scopo si semplifica.
Taci, anima stanca,
ascolto e non mi giunge la tua voce,
giaci ammutolita
in una disperata indifferenza.
Eppure,
ogni volta
metto una lente davanti al mio cuore,
e lo scritto
diventa un po’ amore.